Un van passa a prenderci a Dawei per lasciarci alla frontiera di Htee Khee, dal lato tailandese. La strada è lunga e piena di buche, in mezzo alla giungla. Siamo stressati quando il doganiere birmano fissa i nostri passaporti. Overstay. Decreta con un sonoro rutto! Non possiamo ridere però. Ci fa pagare la multa espressa in dollari in baht tailandesi, a un tasso moolto eccessivo ma meglio non fare storie. Incassa e si riparte, il bus ci lascia agli uffici tailandesi qualche chilometro più in là. Da un lato una stradina bianca, dall'altro una larga strada asfaltata, da un lato si guida a destra, dall'altro a sinistra. Mentre i doganieri birmani stavano in una vecchia casa adibita ad ufficio, senza uniforme, qui ci sono dei prefabbricati, con linee in terra da seguire e ufficiali ben vestiti dentro a dei gabbiotti. Poche volte un passaggio di frontiera ci ha trasmesso una tale sensazione di cambiamento radicale. Siamo in Tailandia, ma ancora lontani dalla nostra meta, Bangkok.