Marie ci porta ad Uturoa per prendere il traghetto per Tahaa, non senza averci affidato un carico di frutta per il nostro soggiorno da suo fratello. Dopo una buona oretta arriviamo all'ultima delle fermate del traghetto, che fa il giro dell'isola. Manutea ci aspetta al molo con sua figlia Hereamanu. Saliamo sul cassone del suo pickup coi nostri zaini e partiamo in direzione di casa sua, a Patio. Manutea ci accoglie come re, ci offre una stanza e da mangiare per tutto il soggiorno. Ha decisamente un pallino per la cucina, e la settimana passerà tra sashimi e altre leccornie soprattutto a base di carne. Proveremo anche alcuni piatti di cui i Polinesiani vanno matti come il corned beef con uru. Un ingrediente che torna spesso nelle sue ricette é il miele, prodotto dai suoi alveari e venduto in tutta Raiatea e Tahaa. Questo soggiorno sarà quindi la nostra occasione di scoprire il fantastico mondo dell'apicoltura! Non c'é tempo da perdere, il giorno dopo il nostro arrivo Manutea ci porta a vedere alcuni suoi alveari. Ci spiega che le sue arnie hanno tutte regine selezionate per il loro carattere docile che passano alle proprie operaie, che a loro volta cercheranno meno di ucciderci quando scoperchieremo gli alveari e inizieremo a prelevare il miele. Manutea si fida di noi e fa mettere una tuta anche a me, dopo una dimostrazione su un primo alveare mi fa provare sul secondo, e poi mi lascia raccogliere autonomamente altri due alveari mentre lui si occupa degli altri. É molto contento, dice che la raccolta é andata più velocemente di quando é da solo, almeno non gli abbiamo fatto perdere tempo! La raccolta include molte spiegazioni interessanti e Jade si scatena con le foto della regina e della raccolta. Torniamo a casa e passiamo il pomeriggio a desopercolare i favi e a centrifugarli per estrarne il miele, ben badando a rimetterli nel contenitore destinato all'alveare giusto, per evitare il contagio di possibili malattie. Anche qui ci compara coi suoi ex apprendisti e ci fa molti complimenti per la correttezza dell'esecuzione e la rapidità dell'apprendimento. É certo, siamo ormai pronti a lanciarci nella produzione del miele, quando vado a guardare la caviglia sinistra che un'ape mi ha pizzicato. É bella rossa e gonfia! Dovevo venire fino in Polinesia per scoprire di essere allergico alle punture d'api. Il giorno dopo nessun miglioramento, anzi il piede é ancora più gonfio. Manutea decide di portarmi alla guardia medica per precauzione, dove mi danno degli antistaminici. Una carriera stroncata sul nascere!
Nel frattempo, la piccola Hereamanu si é aperta un po' e inizia a giocare e disegnare, soprattutto con Jade. In breve tempo Jade passa dall'essere una semplice po'pa (straniero in polinesiano) a nientedimeno che Tatie Jade (zia). Le vere zie sono un po' gelose. E più il tempo passa più la piccola ci adotta, vuole andare in giro con suo papà e i suoi popa per giocarci tutta la giornata. Ci sembra di essere davvero di famiglia.
Discutiamo molto con Manutea, che é molto curioso delle opinioni altrui su diversi soggetti geopolitici. E cosa é più importante geopoliticamente in questo momento dei mondiali di calcio!? Sono i giorni delle semifinali. Assistiamo quindi, davanti a tavole imbandite, al passaggio in finale della Francia e del suo sfidante croato.
É giunto il momento di procedere all'imbottigliamento del miele raccolto. Dopo aver controllato il tenore in umidità per garantire che il miele non fermenti, aiuto Manutea a riempire bottiglie e barattoli. In tutto calcoliamo più di 150 chili di miele raccolto! Non male per la stagione invernale.
É già ora di riaccompagnarci alla barca, Hereamanu realizza solo ora che i suoi compagni di giochi stanno per partire e si chiude in un mutismo triste. I tentativi di consolarla suscitano solo delle lacrime da ambi i lati... Ci siamo proprio affezionati a questa piccola peste!
Ammarriamo per l'ultima volta a Raiatea. Marie Louise ha insistito perché tornassimo un'ultima volta da lei prima di partire per la nostra prossima destinazione, Huahine. Tutto é pronto per viziarci un'ultima volta con una zuppa al tonno, del sashimi di tonno e tofu e un'incredibile torta alla papaya candita e crema inglese con vaniglia. Malgrado queste delizie abbiamo sempre in secondo piano il pensiero della nostra partenza imminente. Marie telefona più volte per sapere l'orario previsto di arrivo del cargo a Raiatea, che oggi é in ritardo di parecchie ore. Anche Manutea e Hereamanu ci raggiungono da Marie Louise, fa piacere rivederli anche se l'attesa é un po' straziante, l'addio ritardato e stiracchiato lungo tutta la giornata. É proprio strano dirsi che stavolta abbandoniamo Raiatea senza tornarci più. Partiamo verso le 18 da Opoa e andiamo a aspettare al molo dell'Hawaikinui con Marie Louise. Durante l'attesa Marie passa in supermercato e ci prende due dolci per il viaggio... e al momento di imbarcare sfodera delle bellissime collane di conchiglie che ci mette al collo. La sua generosità ci travolge un'ultima volta. Saliamo sulla barca esausti da tante emozioni, il ponte coperto é strapieno di gente e il ponte esterno é tutto bagnato. Tra nausea e disagio la traversata di qualche ora sarà la peggiore delle tre che abbiamo fatto. Arriviamo a Huahine verso le 23 e troviamo l'ostello chiuso anche se avevamo chiamato al mattino per confermare il nostro arrivo la notte stessa col cargo. Dobbiamo suonare il campanello e telefonare più volte prima di riuscire a farci aprire dalla proprietaria. Ha l'aria scocciata per la nostra insistenza, pazienza se la avevamo avvisata - sì sì ci scusi, ha ragione lei - qualsiasi cosa, basta che andiamo a dormire.