Il volo è rapido e in orario, le procedure per il visto sono facili ma lente e siamo gli ultimi ad uscire, i nostri bagagli sono rimasti soli soletti mentre sul nastro trasportatore del nostro volo stanno ormai arrivando dei cartoni pieni di... pulcini! Qui fa freddo, è l'ora di indossare qualcosa di più di una maglietta. E appena fuori è già ora di negoziare insistentemente tra chiacchere suadenti la tariffa per andare dall'aeroporto all'hotel. Benvenuti in Nepal! Il tempo è grigio, cerchiamo di capire dove siamo arrivati dai finestrini appannati del taxi micro suzuki. Le prime passeggiate ci trasmettono un'atmosfera un po' sovietica, un po' boliviana. Il traffico è orribile, le strade polverose che diventano fangose quando piove sono abbastanza difficili da attraversare prima di prendere il ritmo. Nei giorni grigi giriamo per Thamel, il distretto turistico, con l'incenso che fuma dalle centinaia di negozi di souvenir e trekking accavallati uno sull'altro. Per strada gli spacciatori ci propongono da fumare mentre altri vogliono rifilarci flauti e violini. Per osservare la popolazione variegata le strade fuori dal centro sono migliori. Le facce dei nepalesi stanno sullo spettro che va dal tibetano-mongolo all'indiano; le donne di una certa età sono spesso vestite di tessuti vivaci, gli uomini portano un simpatico berretto con disegni geometrici colorati, mentre i giovani hanno molta più tendenza a vestirsi all'occidentale. La religione è induista per la maggior parte, ci sono tempietti dedicati a Shiva ovunque, con statue impiastricciate di polvere rossa/arancione/gialla. I cani randagi sono spesso nei paraggi per recuperare le offerte commestibili. In molti vanno in giro con agglomerati di riso mischiato a una pasta rossa appiccicata sulla fronte. Le donne a volte hanno una linea rossa sulla riga dei capelli e un orecchino d'oro al naso. Anche il buddismo è molto presente ma cambia di forma, con bandierine colorate, molini di preghiere che circondano gli stupa, su cui troneggiano gli occhi inquisitori e penetranti della suprema coscienza del Budda. Insomma, i primi giretti sono pieni di nuove usanze e stimolano la nostra curiosità. La cucina nepalese stimola invece il nostro appetito! I naan, delle specie di piadine cotte sul momento, ripiene o meno, da inzuppare nei buonissimi curry di verdure, formaggio o carni. Iniziamo a imparare un po' di nepalese: lenticchie=daal, paneer=formaggio, aluu=patate, palak=spinaci, molto utili per capirci qualcosa. Siamo anche contenti del ritorno dello yogurth (curd) che si può trovare sia come dolce che mischiato a verdure. E infine i momo, dei ravioli ripieni di curry, cotti al vapore o fritti. È un bel cambiamento dopo mesi di riso e vermicelli saltati, che comunque non sono spariti dal menu se la nostalgia dovesse colpirci. Visitiamo la piazza durbar, ma purtroppo c'è poco da vedere dopo i terremoti del 2015 che hanno costretto a chiudere la maggior parte dei templi. Andiamo a visitare la bella Bodnath stupa a Kopan, uno spettacolo vivente! Un sacco di gente, monaci, anziani, malati, occidentali in cerca di sollievo, tutti a girarci attorno (minimo 3 volte) in senso orario recitando mantra, girando i molini a preghiere, o addirittura prostrandosi per terra. Essendo in zona, andiamo a parlare del circuito Annapurna con delle guide francofone per scoprire cosa propongono. Per l'occasione ci invitano anche a pranzo con loro, un daal bhat con pollo molto buono. Il proprietario è stato in Italia e ne serba un buon ricordo, in particolare della generosità della gente che lo ha ospitato quando cercava lavoro. Per venire abbiamo preso un taxi, scoprendo ancora meglio la vera natura del tassista nepalese da evitare ad ogni costo: prezzo pattuito prima della corsa doppio rispetto a ciò che pagano i locali con pochissimi margini di negoziazione, durante la corsa dice che ha capito meglio dov'è ed è più lontano del previsto quindi chiede ancora un po' di più, arrivati prova a renderti il cambio in rupie indiane anziché nepalesi... per tornare prendiamo il bus!

L'ultimo giorno facciamo un po' di shopping bello stancante per completare il nostro equipaggiamento in vista dei trekking a venire, e siamo pronti per partire per Pokhara l'indomani!